TRATTORIA DA BURDE
Se la “Trattoria da Burde” fosse un animale, sarebbe una tartaruga: guscio duro, cuore caldo. Mentre intorno corrono le lepri del momento, lei continua a fare quello che sa fare: cucina schietta, porzioni giuste, gesti antichi ripetuti ogni giorno.
La storia è quella della famiglia Gori, una gestione familiare che non ha mai mollato di un millimetro. Nasce come bottega di alimentari con mescita, all’inizio del Novecento. Un luogo ibrido, com’era normale a quel tempo: ci si fermava, si mangiava, si beveva. Siamo in una Firenze fuori dal centro, fatta di ferrovia, campagna e lavoro quotidiano. La Trattoria da Burde nasce lì e da lì non si è mai spostata.


Siamo a cena di venerdì (la sera del baccalà), anche perché la trattoria negli altri giorni è aperta solo a pranzo. Abbiamo prenotato quasi una settimana prima e, tenetelo a mente: qui “proviamo a passare” è una bella idea, ma non funziona quasi mai. Comunque, stasera ci siamo.
Dentro è esattamente come dovrebbe essere una delle migliori trattorie fiorentine, forse toscane. L’entrata non delude: un vecchio banco alimentari in legno e marmo, con prodotti dolci e salati che catturano lo sguardo e fanno venire subito fame, accanto tavoli apparecchiati dove si mangia, mentre alle spalle si vedono pacchetti di sigarette e scaffali ordinati con bottiglie di vino, olio, pasta e biscotti. È un fermento vivo, un caos ordinato che ti avvolge.


Il nostro tavolo è nella sala più grande, appena entri ti raggiunge un calore autentico: altro che SPA, a scaldarti sono le voci che si intrecciano, il brusio continuo, i piatti fumanti che passano tra i tavoli. Il personale è veloce, sorridente e gentile. È una confusione bella, genuina, e in mezzo a tutto quel movimento ci si sente subito a casa.


C’è ancora un'altra sala, la troviamo attraversando un corridoio che passa proprio davanti alla cucina a vista. Questa è molto più intima ed ha un carattere completamente diverso dalle altre. Elegante, dal fascino antico, è rivestita in legno chiaro con decorazioni in stile liberty, suggestivi gli stemmi delle antiche famiglie fiorentine.


La cucina di Burde è toscana autentica. Il menù è pieno di sapori di casa: ribollita, peposo, bistecca alla fiorentina, pasta fatta a mano… tutti piatti della tradizione, preparati con ingredienti locali e di stagione. Si comincia con un antipasto che rende omaggio al misto di affettati, formaggi e crostini, da provare con un bicchiere di Vin Santo.


ANTIPASTO TOSCANO DI AFFETTATI MISTI
La pasta fresca arriva sotto forma di pici, piatto gettonatissimo, scelto addirittura in tre versioni: al prosciutto, al ragù di Chianina e al pesto di cavolo nero. Poi un tuffo deciso nella cucina popolare: la Zuppa Lombarda, calda e sostanziosa, di quelle che rimettono al mondo, seguita dal cacciucco di ceci, altra espressione di cucina solida e senza fronzoli. Se davanti alla carta vi assale l’indecisione tra zuppe e primi, niente drammi: c’è il tris pronto a salvarvi. Perché scegliere quando si può avere tutto?

PICI AL RAGÙ DI CHIANINA

PICI AL PESTO DI CAVOLO NERO E PICI AL PROSCIUTTO

ZUPPA LOMBARDA E CACCIUCCO DI CECI

TRIS DI PRIMI PIATTI - Zuppe/Minestre
La carta dei vini è molto più ricca di quanto ci si aspetterebbe da una trattoria: ampia, profonda e costruita con competenza, grazie anche alla storia della famiglia come vinai. Grande spazio alla Toscana, ma anche Piemonte, Francia e bottiglie di livello, con annate interessanti. Una selezione da appassionati veri, ma accessibile e coerente con l’anima del locale.

Grandi classici di trattoria anche nei secondi. Il baccalà, ahimè, era finito, ma gli altri piatti ci hanno fatto dimenticare la sua mancanza. Lampredotto in zimino e trippa alla fiorentina i più “pericolosi”: il rischio è di non fermarsi davanti al pane. Poi sono arrivati i fegatelli di maiale con patate, le stesse che hanno accompagnato un bel piatto di roastbeef. E infine lui: il piatto che, quando arriva nella pentola fumante, manda gli aficionados in uno stato quasi mistico, il bollito con salse e sottaceti, gallina, lesso, zampa e lingua. Alternative altrettanto preziose erano il peposo di razza Calvana, lo stracotto e, dalla griglia a legna, sua maestà la fiorentina: bistecca di carne Chianina, groppa e, a gran finale, un tagliere di formaggi con composta.

LAMPREDOTTO IN ZIMINO e TRIPPA ALLA FIORENTINA

FEGATELLI DI MAIALE e PATATE ARROSTO

ROAST- BEEF

Burde si fa ricordare anche per i dolci, e il più famoso porta un nome curioso: Ciaffagnone. Arriva caldo, con gelato al panettone di San Biagio e un crumble croccante: un vero abbraccio tra caldo e freddo, tra la trattoria da Burde e la gelateria della Passera. Non lo trovi sempre: meglio informarsi sulle serate a tema o approfittare di feste e ricorrenze. Dopo merita una zuppa inglese “ignorante”, in Toscana, “ignorante” non è un’offesa: significa solo rustico, casalingo e buono. Altre delizie della casa? Torta di mele, crème caramel, crostata e i biscotti di Prato.
Dopo il caffè, oltre ai classici liquori più noti, provate quelli della casa e, non lasciatevi ingannare dai nomi scherzosi: sia l’Amaro come la vita sia la Vodka Acquadarno sono fatti davvero bene e meritano di essere gustati


ZUPPA INGLESE e TORTA DELLA NONNA

L'AMARO COME LA VITA e la VODKA ACQUADARNO
Questo luogo è più di una trattoria: è memoria viva. Luoghi così non si frequentano soltanto: si custodiscono, si amano, si proteggono, perché racchiudono la nostra storia. Qui ogni sapore, ogni gesto, ogni storia di famiglia merita di sopravvivere e di arrivare intatta a chi verrà dopo di noi. E se qualche piccolo dettaglio sfugge alla perfezione, lo si accoglie con leggerezza, senza togliere il piacere di stare in questo luogo.

IL FIORINO D'ORO conferitogli dal Comune di FIRENZE
CHIUSO DOMENICA
negli altri giorni è aperta a pranzo. VENERDI anche a cena
TRATTORIA DA BURDE
- Via Pistoiese, 154 (6r), Florence, Italy, 50145
IL LOCALE È STATO VISITATO IL 6 Febbraio 2026. EVENTUALI VARIAZIONI SUCCESSIVE POTREBBERO NON ESSERE RIPORTATE NELLA NOSTRA DESCRIZIONE.






