ENOTECA SPONTANEA
Non sarà soltanto il “mangiar bene” a portarvi all’Enoteca Spontanea, ma anche il suo contesto straordinario. Siamo in Oltrarno, o “diladdarno”, come lo chiamano i fiorentini: un quartiere un po’ artigiano, un po’ bohémien, un po’ ostinato, che sembra muoversi a un ritmo tutto suo. È la zona delle vecchie botteghe e degli antiquari. Se lo attraversi senza fretta, ti accorgi che la città, sotto la vernice, ha ancora un cuore che batte forte. Proprio vicino ai maestosi bugnati di Palazzo Pitti, in via Maggio, trovi l’Enoteca Spontanea.



Appena entrati, lui ci intercetta al volo. Il locale è strapieno e noi siamo in anticipo di una decina di minuti, ma in un attimo ci sistema a un tavolo laterale e ci piazza davanti un calice, trovando persino il tempo di presentarlo.

Ai tavoli, una clientela trasversale e garbata, frequentatori di gusto. Niente musica, solo un gentile brusio: si parla di vino, di scelte, di tutto.
Il tavolo che avevamo prenotato si libera poco dopo, nella zona più romantica del locale: una delle due nicchie che forse un tempo ospitavano le vetrine di un negozio, oggi trasformata in un piccolo scorcio sulla strada, incredibilmente suggestivo.
Nicola sembra avere occhi ovunque: rapido e attento, non gli sfugge niente. Sempre disponibile, gentile e preparatissimo, ci mette dentro tutto sé stesso, con una naturalezza che sorprende.


Non sorprende invece la cucina di Irene: chi è passato prima di noi ne aveva già raccontato la capacità di creare piatti sempre nuovi, puntando su due armi preziose per conquistare il cliente: il Pane e la Pasta fatta in casa.
Partiamo quindi dai Crostini, quasi per istinto: il modo più diretto per capire se quel pane è davvero speciale. Crema di fagioli al rosmarino, limone e catalogna per il primo; Baccalà mantecato e cipolle caramellate per il secondo; Lingua, salsa tonnata e giardiniera di cipolla rossa per l’ultimo. Ebbene sì: con un pane così fragrante e pieno di carattere, i crostini non solo meritano di stare in carta, ma è quasi un peccato privarsene.
Sempre tra gli Antipasti spiccava un insolito e generoso Collo ripieno con salsa verde: preso. Anche l’olio qui riceve la sua attenzione: non è un dettaglio, viene scelto e raccontato, ed è una bella notizia. Difficile poi rinunciare al Paté di fegatini di pollo con fichi di Carmignano (presidio Slow Food), cotti nel vino rosso, e pane tostato. la proposta, senza finire nel nostro piatto, il Tonno di cortile con fagioli zolfini e cipolle in agrodolce, un Panino col lampredotto con salsa verde al basilico e salsa piccante, Salumi misti, Prosciutto di grigio del Casentino di Le Selve (presidio Slow Food) e Formaggi a latte crudo.

CROSTINI CON CERMA DI FAGIOLI AL ROSMARINO E LIMONE E CATALOGNA

CROSTINO CON BACCALÀ MANTECATO E CIPOLLE CARAMELLATE

CROSTINI CON LINGUA, SALSA TONNATA E GIARDINIERA DI CIPOLLA ROSSA

COLLO RIPIENO IN SALSA VERDE

PATÈ DI FEGATINI DI POLLO CON FICHI SECCHI DI CARMIGNANO (Presidio Slow Food) , COTTI NEL VINO ROSSO E PANE TOSTATO
I primi confermano un altro fiore all’occhiello dell’Enoteca Spontanea: la pasta fatta in casa. Nel nostro piatto arrivano le Tagliatelle al ragù bianco di fagiano, tagliato a coltello, e i Cappellacci di zucca al sugo di funghi. In carta anche Agnolotti di francesina e Ravioli di carciofi su crema di gambi di carciofo.

TAGLIATELLO AL RAGÙ BIANCO DI FAGIANO, TAGLIATO AL COLTELLO
Quando mangi bene, spesso non fai i conti con lo spazio che ti rimane nella pancia: arrivi ai secondi e la curiosità, la voglia di assaggiare, supera la fame. Questa sera, però, alla fine ha vinto la Trippa allo zafferano con spinaci. A lasciarla passare sono state la Tartare di chianina tagliata a coltello con carciofi e nocciole tostate del Mugello, la Guancia di manzo al vino rosso con friggitelli e cipolle caramellate, il Piccione ripieno del suo fegatino e ribes rosso e la Torta salata con carciofi e topinambur, con briciole di Parmigiano Reggiano.

TRIPPA ALLO ZAFFERANO E SPINACI, CON O SENZA PEPERONCINO
Poi si passa ai vini, e qui il discorso si fa serio. Nicola ci ascolta, risponde a qualche domanda e poi sparisce; dopo un minuto torna con quattro bottiglie, che sono le sue proposte. Da quelle, ne scegliamo una. Rimango affascinato dalle parole con cui presenta questo Verduno Pelaverga DOC 2024, prodotto dalla Fam. Burlotto che fa vino da 170 anni. Un vino che cattura subito l’attenzione: rosso chiaro, luminoso e trasparente, leggero ma sorprendentemente intenso al gusto.
Ora capisci perché l’Enoteca Spontanea si chiama così: non vince per accumulo, ma per istinto. Circa 400 etichette, scelte una a una, molte naturali, qualcuna fuori traiettoria, tutte con una storia da raccontare. Si beve al calice o in bottiglia, si può cambiare strada anche durante la cena e, soprattutto, ci si affida: qui il vino non te lo tirano addosso, te lo spiegano, ti ascoltano e poi ti versano… quello giusto.

VERDUNO PELAVERGA 2024 DELLA FAMIGLIA COMM. G.B. BURLOTTO
A fine cena, con la stessa certezza che domani sarà un altro giorno, arriva immancabile la domanda: “Un dolcino?”. Che non è affatto un momento negativo, anzi. Ma noi siamo pieni, proviamo a fare i duri, resistiamo… e dopo diversi “no, grazie!”, alla fine cediamo, trovando un compromesso per nulla salutare: un piccolo assaggio di tutto. Lasciamo fuori soltanto la Crème brûlée e ci gustiamo la Cheesecake all’arancia e cannella, la Sbrisolona alle mandorle con confettura di mele cotogne e un pezzetto di Torta al cioccolato.

CHEESECAKE ALL'ARANCIA E CANNELLA e TORTA AL CIOCCOLATO

SBRISOLONA ALLE MANDORLE E CONFETTURA DI MELE COTOGNE
Nella giungla sempre più fitta di locali che somigliano più a “mangerìe” che a ristoranti, l’E.S. si presenta come una piccola oasi di pace: un ristoro urbano nel cuore più sincero di Firenze. Consigliatissimo!
ENOTECA SPONTANEA
- Via Maggio, 61r, 50125 Firenze FI
CHIUSO DOMENICA
IL LOCALE È STATO VISITATO IL 2 DICEMBRE 2025. EVENTUALI VARIAZIONI SUCCESSIVE POTREBBERO NON ESSERE RIPORTATE NELLA NOSTRA DESCRIZIONE.






