RISTORANTE ERASMO
Prima che esistessero le guide, le stelle... e persino le automobili, qui si mangiava già. Recensire una leggenda del genere infatti, è come tentare di insegnare a nuotare a un pesce: il locale è così importante che potrebbe essere lui a recensire te.
Nel 1760 (non mi sono sbagliato), il locale non si chiamava ancora Erasmo, ma "Trattoria La Presa dell’Acqua", per la vicinanza alla presa del condotto pubblico. Erasmo Marcucci accoglieva i viandanti offrendo ristoro con spuntini e pesce fritto appena pescato nel Serchio. La strada non era certo da cartolina, ma una vera via di passaggio: vi si fermavano viandanti diretti verso l’Abetone e mercanti in discesa dalla Garfagnana. Arrivavano anche viaggiatori in calesse; si racconta che Giovanni Pascoli sostasse qui per mangiare e cambiare i cavalli. Sul muro a sinistra dell’entrata si vedono ancora gli anelli in ferro a cui venivano legati.

Dopo la guerra, il locale riapre con una novità: nel giardino di fronte viene allestita una pista da ballo, che diventa presto il cuore delle domeniche lucchesi. Intanto il ristorante prende il nome di Erasmo e comincia a farsi conoscere anche oltre i confini della città.
Da sette generazioni i Marcucci tengono il timone del ristorante, tra cucina e ospitalità senza mai perdere il ritmo. D’inverno ci si stringe nelle salette davanti ai caminetti accesi, d’estate ci si sposta nel giardino al fresco dei platani secolari, con il fiume che scorre a pochi passi. C’è anche un salone per cerimonie, ma l’atmosfera resta sempre quella di casa.

L'ENTRATA DEL GIARDINO ESTIVO DI ERASMO





Negli antipasti si rispettano le regole: il misto toscano non può prescindere dai Salumi tipici, dagli Affettati misti e dai Crostini, compresi quelli con il Lardo della Garfagnana. Il Prosciutto di Parma è un’alternativa a quello “bazzone” della Garfagnana. Sempre dalla montagna lucchese arrivano anche un Carpaccio di Manzo di Pozza con Rucola e Grana e il Pecorino con Miele e Pere di Federico. Non manca una proposta vegetariana.
In tutta la Lucchesia e dintorni non troverete mai un Tordello uguale a un altro. Il modo di chiuderli, le dimensioni e il ripieno possono cambiare anche a distanza di soli dieci chilometri. Quelli di Erasmo sono fatti in casa, rustici e godrecci, come gli Gnocchi e le Pappardelle.
Sono sapori antichi, quelli delle Zuppe: di Farro lucchese, di Cipolle, di verdure. E poi il Risotto, i Tagliolini ai porcini, i Ravioli di ricotta e spinaci, i Maccheroni intortellati come li faceva nonna Argenta e i Maccheroncini all’ortica.

TORDELLI DI ERASMO

GNOCCHI FATTI IN CASA AL RAGÙ

MACCHERONI INTORTELLATI ALLA MODA DI NONNA ARGENTA

ZUPPA DI CIPOLLE E SFORMATINO DI FAGIOLINI
Poi arrivano i secondi. La difficoltà non sta nel cosa prendere, ma nel cosa lasciare. Sapori pieni, senza sconti. Tutta la cucina lucchese si mostra nella sua abbondanza golosa: piatti robusti, saporiti, sinceri. Qualunque scelta tu faccia, capisci subito che qualcosa ti sfugge, e scorrendo il menù senti quel piccolo rimpianto di rinunciare a qualcos’altro di altrettanto buono. Il Pollo al mattone qui è irrinunciabile, come per un turista scattare la foto mentre sorregge la Torre di Pisa. La Rovellina e la Trippa alla lucchese aprono il sipario su uno spettacolo unico. Fegatelli di maiale nella rete, Rosticciana di maiale in umido con polenta fritta, olive e cardoni, poi Agnello, Filetto di trota, Carni alla brace, Baccalà e altro ancora.

POLLO AL MATTONE

ROVELLINA ALLA LUCCHESE

ROSTICCIANA IN UMIDO CON POLENTA FRITTA., OLIVE E CARDONI
La carta dei Vini parla la stessa lingua della cucina, e questa è una di quelle piccole grandi soddisfazioni. Vini delle loro zone, delle loro colline, scelti con lo stesso criterio del menù. Cucina e cantina camminano insieme. In mezzo c’è anche qualche nome più noto, per chi la domenica ha voglia di sentirsi un po’ più esperto, ma il senso vero sta altrove. Nel vino della casa, fatto bene, e nelle bottiglie delle piccole aziende. È lì che si beve meglio, senza bisogno di dimostrare niente.
I Dolci sono un abbraccio di tradizione, tanto che persino un tiramisù diventa una piccola interpretazione gourmet. Ci sono tutti i classici: Panna cotta, Mattonella con pinoli, Tortini di Mele e al Cioccolato, Crostata di Mele, Sorbetto al Limone, Biscotti e Vin santo. Ho lasciato per ultimo uno dei miei preferiti, che non è solo un segno d’appartenenza: è una presa di posizione, un simbolo di semplicità e tradizione che non cede a mode o concessioni, il Dessert versilia (ora "Aurelio").

PANNA COTTA CON CARAMELLO

TORTINO DI MELE FATTO IN CASA ALLE DUE CREME

DESSERT AURELIO
Un piccolo avvertimento prima di prenotare. Questo non è un locale per fighetti con la puzza sotto il naso. Niente locale alla moda, niente menù gourmet, niente basse temperature o crunch da Masterchef. Qui si mangia semplice, si serve diretto e ogni boccone porta con sé due secoli di storia. Dal 2009 “Locale storico d’Italia”, Erasmo è per i lucchesi un simbolo di memoria quotidiana: pranzi di famiglia, ricorrenze, momenti condivisi. Un punto fermo dove le generazioni si incontrano, si riconoscono e misurano il tempo.
Per una sera, fidatevi, mette da parte il cellulare e concedetevi un sano “ritorno al passato”
RISTORANTE ERASMO
- Via Nazionale 1778 Ponte a Moriano, Lucca
IL LOCALE È STATO VISITATO IL 18 DICEMBRE 2025. EVENTUALI VARIAZIONI SUCCESSIVE POTREBBERO NON ESSERE RIPORTATE NELLA NOSTRA DESCRIZIONE.






